Le diciture „può contenere“ avranno finalmente delle regole — cosa significa la nuova linea guida del Codex per i celiaci

UPDATED=2026-07-19READ=4 MINREVIEW=HTGF EDITORIAL

Grandi novità da Ginevra. Il 7 luglio 2026 la Commissione del Codex Alimentarius FAO/OMS – l’organismo che definisce gli standard alimentari mondiali – ha adottato le prime linee guida internazionali per l’etichettatura precauzionale degli allergeni (PAL). È la dicitura „può contenere“ che avrai scrutato su mille confezioni. E per la prima volta il glutine entra formalmente in questo quadro globale.

Grafica HTGF: può contenere avrà regole
Codex CAC49: „può contenere“ avrà finalmente regole – „senza glutine“ resta sotto i 20 ppm.

Cosa è successo davvero

Nella sua 49ª sessione (Ginevra, 6–10 luglio 2026), la Commissione ha adottato nuove linee guida PAL come allegato allo Standard generale per l’etichettatura degli alimenti preconfezionati (CXS 1-1985). L’idea di fondo è semplice e attesa da tempo: „può contenere“ deve essere un’indicazione di rischio, non una clausola di esonero legale.

Secondo la nuova linea guida, un’azienda alimentare dovrebbe usare la dicitura „può contenere“ solo dopo aver:

  • messo in atto reali misure di gestione degli allergeni, e
  • svolto una valutazione del rischio su base scientifica che dimostri un rischio residuo significativo.

Le raccomandazioni si basano su dosi di riferimento per gli allergeni prioritari, sviluppate attraverso sette consultazioni congiunte di esperti FAO/OMS – e i cereali contenenti glutine sono in quella lista prioritaria. La International Society for the Study of Celiac Disease (ISSCD) riferisce che la linea guida di riferimento fissa una dose di riferimento formale di 4 mg di glutine per l’etichettatura precauzionale sui cereali contenenti glutine (ISSCD, 28 maggio 2026).

Cosa non cambia

L’unico numero che conta di più per noi resta esattamente dov’era: „senza glutine“ significa ancora meno di 20 ppm di glutine. Questa soglia resta invariata nell’UE, negli USA, in Canada, Australia, Nuova Zelanda e in ogni giurisdizione allineata al Codex.

Il Codex ha anche chiarito che le diciture PAL e le indicazioni „senza glutine“ svolgono compiti diversi. Un prodotto etichettato senza glutine deve rispettare lo standard di meno di 20 ppm, a prescindere da qualsiasi avvertenza vicina.

Aspetto„Può contenere“ oggiCon la nuova linea guida del Codex (2026)
Base dell’indicazioneSpesso una generica clausola di esonero legale, aggiunta „per sicurezza“Un’indicazione di rischio, usata solo dopo reale gestione degli allergeni e valutazione del rischio su base scientifica
Dose di riferimento per il glutineNessuna – nessuna soglia condivisa dietro la dicituraUna dose di riferimento formale di 4 mg di glutine per i cereali contenenti glutine
Coerenza tra i paesiVolontaria e incoerente, soprattutto nell’UEUna logica condivisa in tutte le giurisdizioni allineate al Codex
L’indicazione „senza glutine“Regolamentata: meno di 20 ppm di glutineInvariata: ancora meno di 20 ppm di glutine
Cosa significa per teUna dicitura „può contenere“ non dice quasi nulla – fai riferimento all’indicazione „senza glutine“Non è ancora legge – le autorità devono recepirla; per ora continua a fare riferimento all’indicazione „senza glutine“

Perché è davvero una buona notizia

Oggi l’etichettatura „può contenere“ non è regolamentata in gran parte del mondo. Alcuni produttori la usano con attenzione; molti la applicano a tutto come tutela legale. Il risultato è un’etichetta che non dice quasi nulla – e riduce gli scaffali a tua disposizione senza motivo misurabile.

Un sistema basato sul rischio significa:

  • Meno etichette „per sicurezza“. Se uno stabilimento gestisce bene gli allergeni e la valutazione del rischio risulta pulita, niente dicitura PAL.
  • Avvertenze più significative. Quando compare „può contenere glutine“, dovrebbe riflettere un rischio reale e valutato – non un riflesso legale.
  • Coerenza oltre i confini. La stessa logica applicata a Roma, Toronto e Tokyo – cosa che conta moltissimo in viaggio.

Cosa significa oggi per il tuo carrello

Onestamente? Sullo scaffale questa settimana non cambia nulla. Le linee guida del Codex non sono legge – le autorità nazionali e regionali (UE, FDA, FSANZ e altre) devono ora recepirle nelle proprie norme, e ci vuole tempo.

Quindi la nostra indicazione di sempre resta valida:

  • Fai riferimento all’indicazione „senza glutine“. Un’etichetta „senza glutine“ è una promessa regolamentata (meno di 20 ppm). È il tuo semaforo verde.
  • Le diciture „può contenere tracce“ di oggi restano volontarie e incoerenti – soprattutto nell’UE – ed è proprio il problema che questa riforma vuole risolvere. Non sono una misurazione del glutine.
  • Se un prodotto riporta un’indicazione „senza glutine“ e una dicitura precauzionale, quella „senza glutine“ è la regolamentata.

Cosa terremo d’occhio

La parte interessante inizia adesso: con quale rapidità UE, Regno Unito, USA, Canada e Australia/Nuova Zelanda tradurranno tutto questo in legge nazionale sull’etichettatura – e se la dose di riferimento di 4 mg supererà intatta l’attuazione. Continueremo a seguirla e a spiegare ogni passaggio non appena arriva – in parole semplici, come sempre.


Fonti: FAO Newsroom, 7 luglio 2026 · Food Safety Magazine sulla CAC49 · ISSCD, 28 maggio 2026 · OMS: CAC49. Ultima verifica: 16 luglio 2026.

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Verificato secondo la metodologia HTGF — ogni affermazione ha una fonte, ogni scheda un livello e una data. Questo articolo è una guida pratica, non un consiglio medico.

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